E' cresciuto con noi quest'albero, dall'inizio della nostra storia fino a dare i primi frutti.


Stiamo mettendo ordine in casa, ricavando nuovi spazi per l'arrivo della Pimpina Elisa. Perfino il box è stato pulito e organizzato nel migliore dei modi. Ci stiamo preparando alla RIVOLUZIONE D'OTTOBRE...data prevista dell'arrivo della piccola Ely ...fine settembre;-)
Rivoluzione si, ma NON armata!!!! Anzi...Amata

Niko
E' difficile scrivere questo post senza svelare qualche dettaglio sul libro conclusivo della saga del maghetto più famoso del mondo, "Harry Potter and the Deathly Hallows". La storia è avvincente e fin dall'inizio si rivela diversa rispetto ai primi sei libri che seguono sempre lo stesso percorso (casa Dursley, Hogwarts Express, scuola di magia, Quidditch e gite a Hogsmeade) via via fino al gran finale.
La maggior parte della vicenda di "Harry Potter and the Deathly Hallows", come si intuisce alla fine del sesto libro, non si svolge a Hogwarts ed è dedicata alla ricerca e alla distruzione degli Horcrux di Voldemort.
Alcuni capitoli sono godibili e ben scritti, si alternano colpi di scena e momenti di riflessione.
Un voto in più lo meritano la storia del principe, il capitolo in cui Harry cammina impaurito ma determinato incontro al proprio destino e la successiva conversazione che scioglie gli ultimi nodi della vicenda e si legge un'interpretazione del viaggio che ci aspetta dopo la morte.
Molto bella anche la fiaba degli Hallows e dei tre fratelli. La sua originalità sta nella sensazione di aver già sentito qualcosa di simile da bambini, con tanto di morale e di riscontro nella vita di tutti i giorni.
Come nella realtà si intuisce come la storia si ripeta sempre. Oltre all'eterno conflitto tra bene e male non mancano la brama di potere e il desiderio di vincere la morte.
Una battaglia che tiene sulle spine fino all'ultimo colpo di bacchetta: Horcrux contro Hallows!
Qualche pecca però c'è. Concludere una saga del genere certamente non è facile, ma in alcuni momenti si ha l'impressione che il libro sia stato scritto in tutta fretta e non sia stata data la giusta importanza a vicende che invece ne avrebbero meritata.
L'autrice non si è risparmiata col far morire alcuni personaggi principali. Del resto si assiste ad una vera e propria guerra e c'è da aspettarsi che tanto tra i buoni quanto tra i cattivi ci siano delle perdite. Ma se sembra poco credibile che tra i buoni ci sia chi combatte solo per difendersi o per disarmare senza mai usare un Avada Kedavra, è ancor più assurdo che personaggi importanti si congedino senza far sapere al lettore come sono stati uccisi o senza dedicare qualche riga in più alla perdita che essi rappresentano per i protagonisti.
E poi c'è l'epilogo conclusivo, lo strombazzato finale di cui i media hanno tanto parlato rovinando la fine della saga agli appassionati che non hanno fatto in tempo a spegnere la radio mentre davano la notizia a bruciapelo o che se la sono trovata stampata a caratteri cubitali nella prima pagina dei principali giornali e siti web.
Un epilogo ambientato 19 anni dopo, avvolto nella nebbia di King's Kross.
Un epilogo che lascia tanto spazio, troppo, all'immaginazione e nessuno per sperare in un ottavo libro.


Nonostante i miei 32 anni suonati le avventure del maghetto e dei suoi amici mi appassionano, non lo nascondo!
Foto sfuocata di una strada che porta verso un tramonto virtuale.
ATTESA